AREA MARINA PROTETTA - CAPO CACCIA / ISOLA PIANA
Ente Gestore: Comune di Alghero



Inizia il nostro viaggio. Prua ad Ovest, direzione: Area Marina.
La curiosità è tanta, ma ci accorgiamo subito che per
molti studenti gli abitanti del nostro mare non sono del tutto estranei.
Alcuni, infatti, sono già familiari, per l'utilizzo nell'arte
culinaria o per conoscenza diretta durante i giochi estivi al mare,
altri lo sono divenuti attraverso i racconti dei propri genitori. Ecco
le prime immagini: ci mostrano colorati esseri ancorati saldamente alla
costa rocciosa. Sono le conosciutissime alghe che tappezzano le nostre
rocce e che solleticano i nostri piedi all'ingresso in acqua. Impariamo
a distinguerle in alghe verdi, rosse e brune. Rimaniamo affascinati
dalla delicatezza della verde
Acetabularia acetabulum L., ombrellino di mare, dalla armoniosità
della bruna Padina pavonica (L.) Thivy, coda di pavone, e dalla spugnosità
della verde Codium bursa (L.) C. Agardh, palla di mare.
Ma ecco ci appare un'immagine molto familiare. I pareri sulla sua origine sono contrastanti,
alcuni la chiamano “paglia marina”, altri alga, altri ancora
ipotizzano un nuovo termine: posidonia. Di lei conosciamo soprattutto
l'odore, spesso presente lungo il nostro litorale e alcuni alunni raccontano
le divertenti battaglie ingaggiate in spiaggia con le morbide palle,
i “buric”. Ed ecco la scoperta......sono tutte porzioni
della stessa pianta che l'instancabile movimento del mare e il tempo
hanno amalgamato e trasformato in egagropili. Ma alcuni studenti sono
ancora dubbiosi sulla differenza tra alghe e piante superiori. Qualcuno
viene in aiuto ricordando che in un particolare periodo dell'anno sulla
spiaggia ha osservato e raccolto strani elementi: sono le olive di mare,
il frutto della posidonia. Tutto è chiaro, non si tratta di alghe,
la Posidonia oceanica è una pianta superiore perché,
al contrario delle alghe, capace di produrre fiori e frutti.
Fugato ogni dubbio continuiamo il nostro viaggio incontrando lungo il
nostro percorso i rossi pomodori, Actinia equina L, la gustosa “urtigara”,
Anemonia sulcata Pennant, l'erbivora “pargiaria”
Patella rustica e il pungente “boga marì”, Paracentrotus lividus Lamarck, riccio femmina.
Spostandoci dalla roccia e rivolgendo il nostro sguardo più in là ci vengono in contro il sarrano
Serranus scriba L., incuriosito dalla nostra presenza, la variopinta
“dunzella” Coris julis L., donzella e il sarago fasciato, riconoscibilissino
per le sue caratteristiche bande nere.
Per ora il nostro viaggio giunge al termine, appagati dalla bellezza
delle immagini proposteci in aula ma ancora incuriositi dai molteplici
aspetti della vita sottomarina, ci congediamo dagli esperti intervenuti
per rincontrarci al più presto per una nuova coinvolgente esperienza.