Brevi note sul progetto “Riccio di mare”
Nel Mediterraneo il riccio di mare Paracentrotus lividus, tra gli Echinoidi presenti alle basse e medie profondità lungo la fascia costiera, è il più rilevante per quantità e per importanza commerciale. L’azione di erbivoria, che P. lividus esercita durante la nutrizione, può però causare nei fondi rocciosi la transizione da comunità ad alghe erette, molto importanti in termini di biodiversità, ai cosiddetti barren grounds, vale a dire aree più o meno vaste di substrato roccioso nudo o colonizzato principalmente da alghe corallinacee incrostanti.
Paracentrotus lividus assume una notevole valenza commerciale per via della grande richiesta sul mercato delle sue gonadi, particolarmente apprezzate dal punto di vista gastronomico. In Alghero la pesca del riccio di mare è ampiamente praticata ed appartiene alla tradizione della sua marineria. La Regione Sardegna ha regolamentato con apposita legge la sua pesca professionale e la raccolta dilettantistica. All’interno dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia - Isola Piana il prelievo di P. lividus è regolamentato dall’Ente gestore.
Vista l’importanza del riccio di mare sotto il profilo ecologico, e contestualmente il rilievo che occupa nell’economia locale, l’Area Marina Protetta ha elaborato un piano progettuale per lo studio della distribuzione e struttura di popolazione di Paracentrotus lividus e della specie copresente Arbacia lixula, comunemente nota come “riccio maschio,” con l’obiettivo di ampliare il quadro conoscitivo per queste due specie e, parallelamente, trarre informazioni utili alla formulazione di misure gestionali.
Con queste finalità è stato portato a termine il programma di lavoro, che ha previsto l’individuazione e lo studio di 44 aree localizzate all’interno dell’AMP e nelle acque limitrofe, con 1.400 conte di densità (numero di individui /m2) e 6.000 rilevamenti morfometrici su altrettanti esemplari di riccio.
La grande quantità di dati raccolti, opportunamente analizzati con metodiche statistiche ha posto in evidenza la buona eterogeneità strutturale della popolazione di P. lividus all’interno dell’AMP e ha, inoltre, sottolineato la reale efficacia delle misure di tutela già poste in atto sugli stocks naturali, con particolare riferimento agli individui di taglia commerciale.
Progetto finanziato con fondi del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Supervisor scientifico: Prof. Lorenzo Chessa, Università degli Studi di Sassari
Responsabile di progetto: Dott. Francesco Mura;
Supporto al Responsabile di progetto: Dott. Alberto Ruiu;
Supporto tecnico-logistico: Geom. Luciano Lobrano;
Collaborazioni:
Prof.ssa Giulia Ceccherelli, Università degli Studi di Sassari.
Nelle immagini (dall'alto verso il basso):
Conta densità P. lividus su roccia
Conta densità P. lividus su poidonia
Conta densità fasci fogliari di Posidonia
Rilevamenti morfometrici
Stazioni di campionamento su substrato roccioso










