VILLA DI SANT'IMBENIA – NURAGHE DI PALMAVERA
Partendo da Alghero verso Fertilia, e proseguendo sino a sorpassare il bivio
per Maristella, si prende la strada per Capo Caccia, che si percorre
per circa 5 Km. La villa romana si trova a circa 400 m dall'ultimo
bivio, alla sinistra della strada.Si presume che la villa sia stata edificata nel periodo imperiale, probabilmente nel I-II secolo d.C, quando i Romani incominciarono a costruire in Sardegna ponti, anfiteatri, statue e lussuose ville.
Dal perimetro si può costatare l'ampiezza ed, al visitatore attento, è ancora visibile in loco un mosaico quasi asportato dal mare.
Alcuni stucchi e mosaici policromi che decoravano i pavimenti della villa sono visibili presso il Museo Sanna di Sassari.
I resti della villa, parzialmente sommersi, fanno pensare che si trattasse di una villa sul mare, dove il proprietario si recava in vacanza.
Nella stessa litoranea si può ammirare il complesso Nuragico Palmavera.
Quest’ultimo è situato a 12 Km da Alghero, percorrendo
la s.s. 127 bis per Porto Conte, al Km32 sulla destra, alle falde
del Monte omonimo. Risalente al XIII secolo a.C., il complesso è
formato da una torre più antica a cui si è aggiunta
una seconda circondate da una muraglia difensiva. Attorno si trova
un villaggio di circa 50 capanne di forma prevalentemente circolare.Tra le capanne spicca particolarmente la capanna delle riunioni al cui interno è stato ritrovato un modellino di nuraghe che aveva probabilmente una funzione cultuale.
Per effettuare una visita guidata, consigliamo di informarsi presso cooperativa S.I.L.T.
Tra gli altri siti di interesse storico, sono da segnalare le varie
torri disseminate lungo tutta la costa. La più importante
di queste è la torre di Tramariglio. Situata su un piccolo
promontorio, risale al periodo spagnolo, all’ incirca verso
la fine del Cinquecento. Edificata in materiale calcareo, la torre
si mostra in buone condizioni. Essa è strutturata con volta
a cupola e pilastro sul terrazzo, dove sono si possono ammirare
ancora i fori che permettevano di illuminare l’interno.





